Esplorare le Isole Far Oer

Il mio recente viaggio alle isole Far Oer mi ha lasciato senza parole: da amante dei paesaggi nordici, che ho avuto la fortuna di esplorare (dalla profonda Lapponia all’Irlanda del Nord e alle Isole Orcadi), credevo di essere oramai abituato a certe atmosfere. Ma le Isole Far Oer vanno oltre ogni definizione di bellezza naturale terrena! Non esito a dire che i suoi paesaggi possono creare una vera e propria dipendenza che non si esaurisce (ahimè) nel tempo di un seppur lungo viaggio.

L’arcipelago delle isole Far Oer è una sterminata miniera di posti incantevoli e di natura incontaminata e ogni singolo passaggio tra una scogliera, un pascolo e un paesino isolati dal resto del mondo vale una sosta. Potete spostarvi tranquillamente con l’efficiente rete di autobus e battelli che collegano le isole con una buona efficacia (ottima sulle tre principali). Trovate sul sito della compagnia di trasporti nazionale tutte le info necessarie. In tutta onestà, posso garantire che fare l’autostop è di gran lunga il modo migliore per spostarsi e divertirsi: i locali non tarderanno a farvi salire e ad accompagnarvi pressochè ovunque, soprattutto se assumerete le sembianze classiche di un “backpacker”. Ecco gli highlights principali che a parer mio sono imprescindibili!

Veduta dall’alto del maestoso Tindholmur

Lo stile unico della capitale: Torshavn

#1 La città vecchia

Una volta arrivati nella capitale è d’obbligo ammirare la veduta panoramica della baia e del porto direttamente dal faro: situato su una collinetta (raggiungibile in due minuti dall’ultima fermata del bus), rappresenta una piccola roccaforte da cui godere di una visione complessiva della colorata cittadina di Torshavn. Basta una breve passeggiata in centro per imbattersi nelle tipiche case con il tetto erboso (non spaventatevi se trovate qualcuno a tagliare l’erba sul tetto nello stesso modo in cui fareste per il giardino di casa!), per percorrere i saliscendi dei viottoli e visitare il Tinganes, senza dubbio il parlamento più grazioso e inimitabile del mondo!

La baia di Torshavn e il paese che si estende sulle colline

#2 Rilassarsi in riva al porto

Se siete già stati a Copenaghen non sarà difficile accorgersi subito della somiglianza nello stile: i colori vivaci dei caffè e ristoranti lungo il porto richiamano fortemente il pittoresco quartiere di Nyhavn (confrontateli voi stessi). Se la giornata lo permette, concedetevi una pausa tra i numerosi posti a sedere sul molo. La mia scelta per una deliziosa fetta di torta e un ottimo caffè è ricaduta su Kaffihusid.

#3 Delizie di pesce al ristorante Etika

Da vegetariano non ho grande voce in capitolo ma posso garantire, da fonti estremamente fidate, che Etika è uno dei migliori ristorante di pesce di tutte le isole (e sicuramente di Torshavn). Potrete gustare il miglior sushi giapponese e il prelibato pesce locale, quasi direttamente dalla barca al vostro piatto (siamo alle Far Oer, ricordatevelo).

#4 Vegan dinner

Sirkus è uno dei bar più trendy per assaporare un’ottima selezione di piatti vegani indiani (e non) serviti fino alle 11 di sera, accompagnati da musica folk in una confortevole sala dove poter apprezzare anche esibizioni d’arte!

L’ingresso del ristorante

#5 Shopping per le vie di Torshavn

I prodotti di maglieria alle Isole Far Oer sono eccezionali: la mancanza di materia prima non è un problema visto che le pecore sull’isola sono circa il doppio di noi umani 🙂 Se un pizzico di moda deve entrare a far parte di ogni vostro viaggio non perdetevi i piccoli negozi artigianali in città e soprattutto “Gudrun & Gudrun”, il brand più specializzato in prodotti sostenibili e che ha un negozio proprio nella via dello shopping principale, Niels Finsensgøta. Un’altra tappa obbligatoria è Ostrom, un delizioso negozio di design in cui trovare vestiti, maglie, gioielleria, ceramiche e pezzi di arredamento. I locale è anche un coffee shop dove poter combinare shopping e relax!

Ostrom è l’ideale per amanti dell’arredamento per la casa e della maglieria di qualità

#6 Respirare l’arte

Proprio di fianco ad Ostrom troviamo un altro posto per gli amanti dell’arte: Steinprent è uno degli ultimi workshop di litografia rimasti al mondo! C’è una piccola galleria accessibile al piano di sotto e, se sarete abbastanza fortunati, potete assistere alla lavorazione in presa diretta dei due artisti/proprietari, Jan Andersson and Fríða Matras Brekku.

#7 Folk music

Una visita a Torshavn non può ritenersi tale senza passare da Tutl, l’etichetta discografica locale nonché negozio di dischi, in cui immergersi nella vera cultura folk delle Far Oer e conoscere come la loro musica si è sviluppata nel tempo. Sapevate che il Faroese moderno non esisteva come lingua scritta fino al 1850 e la maggior parte della storia e del folklore è stata trasmessa attraverso canzoni? Soffermatevi ad ascoltare un po’ di musica all’interno 😉

Stremoy & Eysturoy : nella natura incontaminata

#8 La magia di Saksun

E’ giunto il momento di esplorare i paesaggi selvaggi ed idilliaci delle Far Oer. Cominciamo con Saksun, un minuscolo villaggio situato a nord dell’isola Stremoy e composto da uno sparuto gruppo di casine con il classico tetto erboso e che si affaccia su un panorama semplicemente mozzafiato. Saksun è uno dei posti più affascinanti delle isole, affacciato su una laguna e circondato da un fiordo naturale, dalla spiaggia e da una montagna che rende il tutto ancora più mistico. Sappiate che c’è anche una spiaggia nascosta raggiungibile solo durante la bassa marea! Da Saksun è possibile percorrere un percorso tra le montagne che porta dritto a Tjørnuvík, un altro affascinate paesino (più densamente popolato) celebre per il suo coro e per le delicate spiagge sabbiose.

La serenità del villaggio di Saksun

#9 Mischiarsi con i nativi: Heimablidni

Se volete davvero saggiare la cultura Faroese stampatevi questa parola in testa: Heimablidni! Probabilmente il modo migliore per integrarsi con la gente del posto, ossia attraverso la condivisione di un delizioso pasto tradizionale. Alcuni posti sulle isole sono talmente distaccati da tutto da risultare estremamente difficile scovare un ristorante in cui ritrovarsi tutti assieme. Questa meravigliosa usanza, l’Heimablidni (traducibile come “home hospitality”), consiste nell’aprire la propria casa agli ospiti di passaggio per pranzo, cena o semplicemente per un buon thè. Il valore aggiunto, oltre al prelibato cibo fatto in casa, saranno le incantevoli storie e leggende che spesso allieteranno il vostro soggiorno.

Ho provato il mio Heimablidni a Søldarfjørður con Lena e Jacup, al Garðahúsið, e non sono rimasto affatto deluso. Insalate, zuppa, uova e desserta volontà: semplicemente sbalordito! Dopo pranzo mi hanno portato a visitare il giardino insieme ai loro divertenti nipotini. Oltre a insegnarmi un minimo di Faroese! 🙂

La piccola baia di Søldarfjørður : un quadro dipinto..

#10 Kayak in mare con NAX

Uno degli highlight del mio viaggio è stata sicuramente l’esperienza in kayak con NAX (North Atlantic Experience), un’organizzazione specializzata in avventure di diverso tipo (dalla canoa, al trekking fino alle gite in barca). Dal punto di ritrovo a Torshavn, la guida ci ha portato a Leynar, un piccolo villaggio sulla costa occidentale di Streymoy. Indescrivibile la sensazione di remare attraverso i tunnel e le piccole cave scavate dal mare lungo le scogliere dell’isola e la vista sensazionale di cui godere, una prospettiva unica ed ottenibile solo dal mare!

Kayak lungo le scogliere di Leynar

Vagar e Mykines: il paradiso di ogni hiker

#11 Da Bøur a Gasadalur: hiking nel paese delle favole

Le cascate di Gasadalur rappresentano una visuale da cartolina famosa in tutto il mondo. Pensate che questo idilliaco paesino è formato da uno sparuto gruppo di case e fino al 2006 rimaneva totalmente inaccessibile sia da mare che da terra, interamente separato dal resto dell’isola. Sul cartello di indicazioni turistiche, all’inizio della mia escursione, ho letto che il postino era solito fare 3 volte quel percorso sulle montagne tre volte alla settimana per consegnare la posta e le stesse bare dei defunti venivano trasportate in spalla al paese più vicino (Bøur) per la sepoltura! Il tutto fino al 2006, anno in cui è stato finalmente costruito un tunnel che consente un accesso facilitato a Gasadalur.

Se siete dei veri hikers eviterete la via semplice e sceglierete il vecchio metodo attraverso la montagna. Un sentiero emozionante e abbastanza impegnativo che parte da Bøur (troverete la partenza in prossimità dell’inizio del tunnel) e che vi darà la possibilità di ammirare la fisionomia delle isole Mykines dalle scogliere, prima di raggiungere il valico più alto e scendere verso Gasadalur. Il percorso è ben identificato dai cosiddetti “cairns” (cumuli di sassi che segnano la via da seguire). Tenetevi forte perché questo è lo scenario che avrete sulla cima:

Sulla via per Gasadalur, un panorama unico

 

Il piccolo villaggio di Gasadalur e le cascate che sfociano dritte in mare in basso

A questo punto comincia una discesa ripidissima e tortuosa che vi porterà dritti di fronte alla cascate: non c’è nessun pericolo ma fate solo attenzione in caso di pioggia perché l’appoggio su alcune pietre non è così sicuro. Come potete vedere dalle foto che ho fatto (a proposito, trovate molte foto del viaggio sul mio profilo Instagram), il paesaggio parla da solo: praticamente un quadro dipinto. Splendidamente! Dopo gli imprescindibili scatti delle cascate (io stesso ci ho passato una buona mezzora), respirate a pieni polmoni l’aria più pura del mondo e concedetevi una pausa nel villaggio: durante la stagione estiva anche l’unica caffetteria è aperta (io sono stato fortunato, visto che l’avrei trovata chiusa se fossi arrivato solo pochi giorni dopo). Per il ritorno potete optare per un più agevole autostop (rifare il solito percorso è davvero faticoso) e farvi scaricare nella vicina Sørvágur per una passeggiata intorno alla baia.

Di fronte alle cascate di Gasadalur

#12 Sørvágsvatn : il lago sospeso sull’oceano

La meraviglia di questo lago (meno comunemente noto anche come Leitisvatn) racchiuso tra scogliere a picco sull’oceano da una parte e dolci colline dall’altro è impareggiabile. Basta poco per capire il perchè del suo soprannome (“Lago sospeso”): arrampicatevi su una delle cime delle scogliere e capirete immediatamente oltre a restare a bocca aperta. Ecco un assaggio di quello che io stesso ho potuto apprezzare:

Sorvagsvatn: la magia del lago che sfocia nell’oceano

L’escursione parte da Midvagur, pittoresco villaggio che era anche la mia base sull’isola, e il percorso è ben visibile, indicato da un cartello giusto a fianco della chiesa del paese. Pur non essendo lunghissima (non prende più di un’ora e venti minuti), rappresenta una tappa iconica tra tutte quelle presenti alle Far Oer: da non sottovalutare lo spettacolo delle cascate Bøsdalafossur con cui il lago si riversa in pieno oceano. L’intera area con le sue cascate, l’oceano e il lago è stata spesso usata come contesto teatrale per film, video musicali e altre composizioni artistiche come luogo simbolo in cui le forze della nature si scontrano l’una con l’altra.

Conquistato letteralmente dalle cascate di Bosdalafossur..

 

Il ben visibile cartello di ingresso a Midvagur

#13 Un giorno alle Mykines!

Nell’itinerario delle Far Oer non può mancare una visita (anche solo giornaliera) sulle isole Mykines! Raggiungibile agilmente sia in elicottero che con il battello (quasi identico prezzo): assicuratevi solo di prenotare con anticipo durante la stagione estiva, vista la popolarità estrema di questa meta. Per me, il battello vince nettamente poichè la vista panoramica delle forme uniche dell’isola dal mare non ha rivali. Sull’isola incontrerete la guida locale, obbligatoria e fornita dall’ufficio turistico, che vi condurrà al famoso faro di Mykinesholmur, una minuscola (e stretta) isola posta nella parte posteriore delle Mykines e connessa con un ponte.

Uno degli aspetti più piacevoli è quello di poter osservare da vicino una vera e propria colonia di “Puffins“, gli amorevoli uccelli simbolo delle Far Oer! Più che un’escursione si tratta di una vera e propria camminata. Tuttavia una buona giacca a vento è sempre comoda nelle vicinanze del faro. Il tempo, come sempre, può cambiare in un batter d’occhio: io stesso sono sceso baciato dal sole e sono tornato a bordo per il ritorno sotto una pioggia incessante: that’s Far Oe! 🙂

Ps: prendetevi il tempo necessario per vagare nei villaggi dell’isola persi nel tempo, dove non esistono macchine, i tetti sono come giardinetti e le galline corrono libere ovunque!

Panoramica del faro di Mykinesholmur sulle isole Mykines

I simpatici Puffins arroccati sulle scogliere

Le Isole settentrionali

#14 La foresta di Kunoy

Avrete di certo notato l’assenza di alberi in tutte le isole. Le foreste naturali sono state eliminate centinaia di anni fa (come in Scozia) e non sono più ricresciute. Tuttavia, vi sono alcuni progetti di riforestazione e quello più significativo si trova proprio sopra il villaggio di Kunoy. La foresta è piccola ma graziosa con un piccolo fiume che scorre al suo interno. Bonus speciale: nelle vicinanze dell’entrata potrete incontrare dei meravigliosi cavalli islandesi che non attendono altro che le vostre carezze. Anche il viaggio in macchina è entusiasmante e non dovrete preoccuparvi degli orari di battelli vari.

La piccola foresta di Kunoy

#15 In viaggio verso Múli

Per raggiungere l’ennesimo villaggio perso in un’altra dimensione, dovrete attraversare una delle cosiddette “Buttercup Routes”, ossia quelle highways sparse un pò e che corrono lungo paesaggi mozzafiato sulla costa o sulle montagne. Il viaggio può essere combinato con una sosta a Kunoy (vedi sopra) ed è particolarmente elettrizzante visto che dovrete passare da alcuni dei tunnel più antichi delle isole! Ultimo dettaglio. Le pecore che incontrerete a Múli sono tra le più curiose e amichevoli, dunque fermatevi ogni tanto per scattar loro qualche foto: saranno entusiaste di posare per voi 🙂

#16 Le leggende di Kalsoy

Se avete a disposizione un ulteriore giorno spendetelo a Kalsoy! C’è una sola strada per visitare in lungo e largo l’isola ma i suoi tunnel (anche qua) la rendono molto divertente. Anche se in molti (incluso il sottoscritto) preferiscono attraversarla a piedi, partendo dalla collina a sud dell’isola. Assolutamente da vedere Mikladalur e il suo simbolo più significativo: la donna Selkie. Kalsoy è piena di leggende ma quella della “donna foca” è la più importante. La leggenda narra che ogni anno, la dodicesima notte dopo Natale le foche che vivono in mare raggiungono la costa, si spogliano delle loro sembianze animali e si trasformano in bellissimi esseri umani per danzare tutta la notte sulla spiaggia. Prima del sorgere del sole però, devono indossare di nuovo le loro spoglie animali e tornare in mare dalle loro famiglie!

Proprio a Mikladalur troverete l’imponente statua Selkie, a simboleggiare l’ascesa dal mare di queste creature.

La strepitosa statua di Mikladalur

Parlare con la gente!

Per concludere, vorrei invitarvi ad interagire il più possibile con i locali. Le isole Far Oer sono uno dei posti più singolari del pianeta (mai modesta opinione), pieni di storie, folklore e leggende. La maggior parte delle persone parla un inglese più che decente: non perdete l’occasione di conoscere le loro esperienze, saranno lieti di condividerle con voi!