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Category: Social Media Marketing (Page 1 of 5)

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Gli Hashtag da evitare: i 7 errori più diffusi!

Hashtag da evitare: un’arma a doppio taglio per la gestione dei Social

Gli Hashtag sono oramai una componente fondamentale di ogni strategia di Social Media Marketing: dettò ciò è bene capire perché il modo in cui vengono utilizzati può avere ripercussioni più o meno benefiche sulla nostra comunicazione. L’hashtag è diventato un vero e proprio punto di riferimento all’interno dell’emisfero Social, sia come indicizzatore di contenuti ma anche come fattore glamour: pensate che il 70% delle persone che navigano da smartphone hanno una propensione maggiore a condividere contenuti se questi presentano almeno un hashtag al loro interno. Al tempo stesso l’uso degli hashtag denota differenze significative da una piattaforma all’altra. E’ meglio dunque chiarire quale sia la loro origine quali siano gli Hashtag da evitare.

Twitter è la “casa madre”, il luogo dove è nato e cresciuto e la stessa piattaforma ne incentiva l’utilizzo tramite la sezione dei “Top Trends”, ma con cautela (utilizzare più di 2 hashtag può causare un calo del 17% dell’engagement). Instagram è il luogo deputato per i maniaci dell’hashtag, poiché il suo uso ha effetti positivi sulla visibilità e si consiglia di utilizzarne addirittura più di 11 per ogni post, fino a un massimo di 30. Su Facebook invece l’hashtag è arrivato in ritardo e non ha attecchito come ci si poteva aspettare:  vengono perlopiù usati per dare un tocco di colore al post ma possono addirittura avere effetti negativi sulla portata dello stesso (meglio evitarli, datemi retta). In questo breve pezzo passerò in rassegna i 7 errori più comuni che si vedono in giro quando si parla di hashtag e come fare in modo di evitarli!

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Profilo Linkedin di successo

13 pillole di saggezza per un profilo Linkedin vincente

Fare breccia nel mercato del lavoro con il profilo Linkedin

Farsi notare nel frenetico mercato del lavoro è una vera impresa al giorno d’oggi. Il curriculum, per quanto sempre necessario, è diventato in molti campi uno strumento molto ordinario, né più né meno di una carta di identità professionale introduttiva. A meno che non abbia un valore intrinseco molto potente (tipo saper parlare 5 lingue, avere 3 lauree o destreggiare 7 linguaggi informatici tanto per fare esempi lampanti), rischia di rimanere sepolto o galleggiare in superficie circondato da decine di altri suoi simili (nella migliore delle ipotesi). Un profilo Linkedin capace di bucare l’occhio del recruiter può fare la differenza sull’esito di una candidatura!

Alcuni dati freschi e a tutto tondo che sottolineano la rilevanza di Linkedin:

  • Linkedin rappresenta da solo più dell’80% dei leads originati dai Social Network per il B2B. Gli altri quattro grandi colossi compongono appena il 20% messi assieme. Un numero sbalorditivo!
  • Oltre il 77% degli utenti di Linkedin si dichiara soddisfatto per i benefici che ne ha conseguito, sia per trovare le giuste aziende che le risorse umane di cui aveva bisogno. Da qui nasce la necessità di usare parole chiave pertinenti e rilevanti per la vostra figura professionale, così che il vostro profilo possa spiccare ai primi posti dei risultati di ricerca interni.
  • Oltre il 76% degli utenti trova di grande utilità ai fini della loro ricerca lavoro la funzione “Chi ha visto il tuo profilo” (una funzionalità totalmente accessibile con l’account premium, ma utilizzabile in modo ristretto anche con quello gratuito)
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Un profilo Linkedin deve bucare l’occhio del recruiter sin dal primo impatto

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Il Social Media Manager e la sua cassetta degli attrezzi!

La figura camaleontica del Social Media Manager

Il Social Media Manager ha assunto ormai un ruolo fondamentale in quella che è un’industria in continua espansione e quotidiana trasformazione. Il numero di utenti che si connettono tramite i canali Social è esorbitante (1.6 miliardi per Facebook, 325 milioni per Twitter, 110 per Pinterest giusto per citarne alcuni) così come la molteplicità delle azioni che vi compiono: tenersi al corrente delle ultime news, cercare un nuovo impiego, conoscere meglio un Brand, seguire le elezioni presidenziali o semplicemente stare in contatto con amici e fare nuove conoscenze. Il SMM ideale dovrebbe avere le qualità per attrarre il giusto pubblico, saper parlare il loro linguaggio e solleticare i punti sensibili, incentivarne il coinvolgimento con una pagina e preferibilmente trasformare il loro interesse in qualcosa di molto concreto per un Brand o un’azienda. Affinché i contenuti raggiungano una certa viralità e comincino ad essere condivisi con una certa consistenza, devono essere promossi e sostenuti da una solida strategia di Social Media Marketing.

Per questo ho provato a stilare una lista delle 7 skills più utili ad un Social Media Manager al fine di ottenere i risultati desiderati, ampliare la portata e la visibilità di una pagina e, in definitiva, essere vincente sui Social Media!

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Un buon Social Media Manager dovrebbe sapersi orientare nella giungla social

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10 principi del Social Media Marketing

L’arte del Social Media Marketing: 10 principi fondamentali!

Social Media Marketing: come balzare da una piattaforma all’altra

Sfruttare il potenziale immenso del Social Media Marketing può dare una spinta poderosa al raggiungimento dei vostri obiettivi di Marketing digitale: accrescere la community dei vostri seguaci, catturare nuovi potenziali clienti da contattare, acquisire un’ampia notorietà del Brand o semplicemente promuovere determinati eventi cui tenete. Tuttavia, buttarsi in questo oceano senza avere la minima nozione delle regole fondanti che ne stanno alla base può essere (nella migliore delle ipotesi) poco produttivo. Non sono rari i casi in cui una comunicazione social sbagliata si trasforma in un vero e proprio boomerang. A proposito, eccovi un terrificante ripasso dei peggiori “epic fail” dell’anno passato. E’ di vitale importanza capire a fondo il contesto in cui andate ad agire e scegliere i Social Media che più si allineano agli scopi che vogliamo raggiungere: chi sono gli utenti tipici della piattaforma, per quale tipo di contenuto è più adatto (se su Twitter la comunicazione si svolge con un ritmo e una frequenza battente, su Linkedin o Facebook un post al giorno ma molto più descrittivo può essere più conveniente), il tipo di tono e linguaggio che si conforma con quel Social (scherzoso, formale, anticonvenzionale). Proprio per i suddetti motivi è necessaria una buona capacità camaleontica quando si va ad interagire con una piattaforma Social piuttsto che un’altra! Nel frattempo potete anche aumentare le vostre competenze con questo fantastico manuale sul Marketing B2B e B2C che ho divorato in questi giorni! 🙂

Per aiutarvi ad entrare completamente in questa ottica, ho provato a stilare quelli che sono i 10 principi a cui attenersi nel momento in cui mettiamo le mani nel magico mondo dei Social.

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