L’errore piú grande: sottovalutare la forza di una campagna email 

Se al contrario di quella che sembra essere la percezione comune, credete ancora che l’email rappresenti tuttora uno degli strumenti più efficaci per aumentare il tasso di conversione siete pienamente nel giusto! Se guardiamo le statistiche, la stupefacente cifra di 200 milioni di email vengono spedite ogni singolo minuto nel mondo. Un recente studio di MarketSherpa sottolinea inoltre come circa 3 adulti su 4 negli Stati Uniti preferiscano ricevere comunicazioni tramite email dalle aziende, piuttosto che con altri mezzi.

Qual è dunque il motivo per cui la maggioranza delle persone crede che l’email non sia così persuasiva come i Social Media? Presto detto: se qualcuno produce una campagna di email marketing scadente, colui che la riceve scaricherà verosimilmente la colpa sul mezzo stesso più che su chi l’ha creata, aumentando il sentire comune della campagna Email come un sistema oramai datato per produrre risultati significativi. Niente di più sbagliato: l’errore più grande che si possa commettere è quello di non tenere bene in mente quelli che sono i punti salienti per trasformare una normale campagna in un gran successo!

Per questo ho deciso di raccogliere i suggerimenti piú utili per raggiungere questo obiettivo: non tutti questi elementi debbono necessariamente essere utilizzati contemporaneamente ma potete scegliere quelli che piú si adattano alla vostra strategia!

Piccoli suggerimenti per migliorare una campagna email

#1 Un invito all’azione è sufficiente!

Una newsletter che si rispetti dovrebbe essere incentrata su un singolo obiettivo verso cui spingere il destinatario. Riempire di call-to-actions la vostra email finirà per ritorcervisi contro: i subscribers finiranno per restare confusi dalle troppe indicazioni e non sapendo esattamente che direzione seguire, finiranno per chiudere la mail e non cliccare da nessuna parte! Le emails con una singola CTA farantiscono una impressionante maggiorazione del 371% del “click-through-rate”. Questo esempio di Spotify é piuttosto indicativo: nessun rischio di sbagliarsi o di indugiare troppo a lungo su quale invito all’azione dover scegliere!

Un esempio brillante di invito all’azione efficace per una campagna email

#2 Ottimizzare le email per i dispositivi mobili

Le statistiche non lasciano adito a dubbi: circa il 74% di chi possiede uno smartphone lo usa anche per controllare la sua casella di posta elettronica. Se le vostre email non sono ottimizzate in modo da essere perfettamente visualizzabili e fruibili su questi dispositivi, perderete una grande occasione di coinvolgere i subscrivers. Nessuno vuole perdere troppo tempo ad attendere il caricamento di immagini pesantissime o a diventare mattto cercando di mettere insieme i pezzi di un testo disallineato: il 69% tende a cancellare quasi istantaneamente i messaggi che non sono correttamente ottimizzate per mobile.

#3 Stabilire una scadenza per creare un senso di urgenza

Chi si occupa di Marketing ha da sempre fatto leva sul fattore dell’urgenza per convincere le persone a compiere una determinata azione. Non c’è niente di manipolativo in tutto ciò: la gente ama sapere che qualcosa è disponibile in quantità limitata e di poterne disporre in modo esclusivo. Questo trucco psicologico può portare molti più lettori a visitare il vostro sito web, ad iscriversi alla newsletter o compiere un acquisto. Per questo consiglio di fare uso di parole legate all’elemento temporale come:

⦁  Velocemente
⦁  Approfittane subito
⦁  L’offerta scade il..
⦁  Affrettati a..
⦁  “Richiedi il tuo sconto prima che sia troppo tardi”

#4 Tenere al minimo l’uso di immagini per massimizzare il CTR!

L’uso delle immagini all’interno di newsletter è fondamentale per far impennare il numero dei clic e l’interazione (fino al 42% in più rispetto a quelle sprovviste di immagini..). Tuttavia, lasciarsi prendere la mano può rivelarsi un boomerang clamoroso: troppe immagini finiscono per frastornare il lettore e, in poche parole, tenerlo lontano da quella che è l’offerta centrale. Lo stesso dicasi per le infografiche: sono capaci di produrre risultati meravigliosi nel campo del content marketing ma sono poco incisive se inserite all’interno di newsletter.

#5 Usare modelli predefiniti per le comunicazioni giornaliere

Oltre a farvi risparmiare una considerevole quantità di tempo, le email con un layout pre-impostato si rivelano spesso efficienti (specialmente nelle comunicazioni più frequenti), poichè chi le riceve ha già familiarizzato con esse e sa bene come estrapolare le eventuali informazioni di cui necessita. Mailchimp fornisce alcuni “template” gratuiti altrimenti potete creare il vostro design personale se siete abbastanza competenti con l’uso del codice html.

#6 Email personalizzate per motivare il ricevente all’azione

Creare email personalizzate, soprattutto in concomitanza con eventi particolari come il lancio di una serie di webinar o la presentazione di una nuova linea grafica per la newsletter, è un metodo sicuro per stabilire un saldo rapporto tra voi e i lettori. Il ricorso a questo tipo di email è logicamente meno frequente rispetto a quelle pre-impostate e non se ne deve abusare, proprio in virtù del loro carattere di eccezionalità.

#7 Oggetto email compreso tra i 28 e 39 caratteri per dispositivi mobili

Questa parte della struttura della email viene spesso colpevolmente snobbata, soprattutto quando si parla di dispositivi mobili e tablet. L’oggetto mail può essere infinitamente più rilevante dell’intero contenuto della email stessa: so che questa cosa può irritare, visto la molte di lavoro che mettete in una newsletter, ma dovete prenderne atto. Se l’oggetto non è in grado di attrarre fortemente l’interesse e comunicare in modo evidente il messaggio, il lettore non aprirà mai l’email, indipendentemente da quanto meraviglioso il contenuto interno possa essere.

Impossibile identificare un numero univoco di caratteri che possa andar bene per tutti i dispositivi: troppe variabili in gioco, a partire dalle diverse misure e dalla modalità usata dal proprietario. Si conviene comunque che il numero ideale si aggira tra i 28 e i 39 caratteri: non proprio un gioco da ragazzi comporre un oggetto attraente con così poco spazio ma è proprio qua che le competenze del buon copywriter dovrebbero emergere!

Fare sempre attenzione alla lunghezza dell’oggetto delle vostre email

#8 L’eterno richiamo del “Post Scriptum”

L’uso del PS richiama ad un tempo in cui carta e penna erano l’unico mezzo per scrivere e lo scrittore desiderava comunicare una nota aggiuntiva dopo aver già terminato la sua lettera. Ciò non toglie che anche con l’email, seppur possiamo contare sul lusso di fare tutte le modifiche che vogliamo, il PS resta una tecnica di copywriting di grande effetto creando un senso di vicinanza con il lettore e aggiungendo un tocco di personalizzazione. Tra le cose che potete aggiungere:

⦁  Nota di ringraziamento
⦁  Ricordo di una deadline
⦁  Bonus da richiedere
⦁  Testimonial o sponsorizzazione

#9 Utilizzare il “Preheader”

Il Preheader è una semplice linea di testo che segue l’oggetto della mail. I vari provider lo mostrano al fine di fornire al ricevente una piccola anticipazione sui contenuti della email stessa. Considerato il poco tempo a disposizione della maggioranza della gente (e la scarsa durata dell’attenzione su un singolo messaggio), un buon utilizzo del preheader può innalzare in modo tangibile il tasso di apertura fungendo come un sottile messaggio pubblicitario subliminale.

#10 Usare i numeri nell’oggetto email

Evitate di scrivere per intero i numeri! La maggior parte della gente sfoglierà le vostre email in modo frettoloso, il che non è necessariamente male poichè significa che vengono comunque aperte e lette. Tuttavia, vorrete evitare che si perdano dei dettagli fondamentali. Poniamo per esempio che stata portando avanti una campagna di sconti del 40%: il numero in bella vista e troneggiante nell’oggett farà sicuramente più colpo piuttosto che scandirlo interamente!

#11 Evitare un linguaggio troppo formale

Mettere il lettore a suo agio deve essere il vostro fine ultimo: se sarete in grado di farlo sentire come se leggesse qualcosa da un caro amico, piuttosto che da una azienda pronta ad estorcergli denaro, sarà sicuramente un gran passo avanti. Ogni giorno il lettore medio è inondato di email formali (la media è 116!): se manterrete un tono informale e gioviale non verrete etichettati come l’ennesima azienda che si sta autopromuovendo.

CONCLUSIONI FINALI

Una email che si rispetti deve avere anche un elegante tocco grafico e di design: un fattore che analizzeremo in un momento seguente. Spero intanto che questi 11 elementi siano sufficienti per migliorare la qualità della vostra campagna email : ricordate sempre anche l’importanza della segmentazione prima di procedere all’invio definitivo per ottenere il massimo da tutti questi piccoli accorgimenti! Buon lavoro e, come sempre, buona fortuna! 🙂