Come passare indenni dal patibolo del colloquio di lavoro! 

Fare un’ottima impressione durante il colloquio di lavoro è essenziale al fine di ottenere l’impiego che si desidera, indipendentemente da quanto scintillante e ragguardevole sia il tuo curriculum. E’ il metodo migliore per farlo è quello di prepararsi a dovere e farsi trovare pronti. Se hai (come presumo) già affrontato una serie più o meno lunga di colloqui, avrai notato come molti di essi condividano un certo schema e le domande siano spesso e volentieri simili, al massimo riformulate in un modo differente. Oggi mi sono preso la briga di passare in rassegna quelle che sono le 10 domande più comuni cui ci troviamo a rispondere durante un colloquio. Così, se ne hai uno che si sta avvicinando, avrai modo di farti trovare pronto!

Come affrontare nel modo migliore un colloquio di lavoro

 

Mi parli un po’ di lei! – Il colloquio di lavoro 

La più classica delle domande può apparire come la più scontata. Tuttavia c’è una ragione per cui questo quesito è praticamente onnipresente ad ogni colloquio: può rivelare infatti un sacco di informazioni al recruiter su di te. La risposta più idonea dovrebbe essere stringata e che denoti estrema sicurezza, senza sembrare al tempo stesso apertamente presuntuosa. Tieniti su un tempo maggiore di un minuto ma assolutamente minore ai tre: andare oltre tale soglia equivale a perdere l’attenzione dell’interlocutore. Riguardo a cosa dire, non c’è bisogno di sparare cose esorbitanti: un piccolo accenno a dove sei cresciuto, una sintesi del tuo percorso di istruzione e i punti salienti dell’esperienza lavorativa che ti hanno condotto fino a candidarti per quel posto. Concentrati particolarmente sull’ultimo aspetto. Non è questa la domanda per soffermarsi sulle tue caratteristiche o tratti di personalità, nonostante chi hai di fronte dovrebbe essere in grado di percepire qualcosa..

Cosa la rende idoneo/a per questo lavoro? – Il colloquio di lavoro 

Una delle domande più spinose. Ovviamente non vorrai fare la figura dello sbruffone ma al tempo stesso devi fare in modo di esporre efficacemente quelle qualità che (almeno secondo il tuo punto di vista) ti rendono migliore della concorrenza. Piuttosto che focalizzarti sulle votazioni conseguite e le scuole che hai frequentato, cerca di mettere in luce le competenze specifiche collegate alla posizione oltre a esempi di risultati concreti che hai conseguito che ti rendono la persona giusta. Ricordati sempre di adattare le risposte al lavoro in questione.

Sottolinea sempre le tue capacità professionali in modo pertinente

Perché ha lasciato il lavoro precedente? – Il colloquio di lavoro 

Mai e poi mai parlare male del proprio datore di lavoro precedente! Non importa se il rapporto che hai avuto è stato pessimo e hai tutte le ragioni per lamentarti: farlo in questa sede è terribilmente non professionale e potrebbe rivelarsi un boomerang nei tuoi confronti. Assicurati anche qua di avere in testa esempi ben specifici. Una buona risposta potrebbe essere quella di sottolineare l’impossibilità di crescere professionalmente ed estendere le tue capacità all’interno della precedente azienda. Allo stesso modo non additare il fatto di venir pagato poco come motivo scatenante la tua decisione: l’impressione che darai sarà quella di avere il fattore economico come unica e sola motivazione.

Conosce già la nostra azienda? – Il colloquio di lavoro 

Ogni volta che ti rechi ad un colloquio, fallo avendo svolto correttamente i compiti a casa! Non arrivare impreparato sull’azienda e, preferibilmente, anche sui selezionatori. Più dimostrerai di esserti accuratamente documentato, più la tua presentazione ne beneficerà. Alcune nozioni da conoscere sono sicuramente l’età dell’azienda (quando è stata fondata), chi sono i fondatori, i prodotti/servizi di punta e il target di clienti di riferimento. Se proprio vuoi andare oltre puoi dire di essere stato piacevolmente colpito dal loro portfolio o da progetti collaterali o di supporto alla comunità (qualora ve ne siano ovviamente).

Mai affrontare un colloquio senza conoscere a fondo la posizione e l’azienda in questione

Perché vorrebbe lavorare con noi? – Il colloquio di lavoro 

In questo caso c’è bisogno di essere il più possibile pragmatici sul motivo per cui vogliamo entrare a far parte dell’azienda (escludendo sempre il fattore salario). Ecco alcuni esempi:

• “Perché la vostra azienda offre un’opportunità imperdibile per il mio sviluppo personale e professionale e perché penso di poter io stesso dare il mio contributo alla crescita della stessa”
• “Perché siete tra i leader di questo settore e voglio anche io far parte di questa crescita” (in questo caso fornisci esempi pratici)

Se ti stai candidando per il tuo lavoro o azienda dei sogni, questo è il momento in cui è possibile farlo presente. Bada bene però di supportare questa tesi con motivazioni solide e veritiere altrimenti rischia di essere una banalità controproducente e il recruiter penserà che si tratta di una filastrocca che ripeti ad ogni tipo di colloquio!

Preferisci lavorare all’interno di un team o indipendentemente? – Il colloquio di lavoro 

Un’altra domanda trabocchetto, la cui risposta si lega al tipo di lavoro cui ti stai candidando. Stavolta, stare su una via di mezzo non è una cattiva idea: rispondere dicendo che la tua preferenza dipende dalle circostanze e dalla modalità che garantisce una qualità del lavoro ottimale può rappresentare la soluzione giusta.

Ti senti un Team Player? – Il colloquio di lavoro 

Questa domanda si avvicina molto a quella precedente ma in questo caso la risposta dovrà essere ferma e decisa: si! Adesso il recruiter non sta indagando sulla tua preferenza per una tipologia di lavoro piuttosto che un’altra, bensì sulla tua capacità (qualora il caso lo richieda) ad adattarti al gioco di squadra. Ad ogni modo la risposta deve essere accompagnata da uno o più esempi concreti che dimostrino che sei capace di integrarti perfettamente in un gruppo di lavoro e cosa sei stato in grado di realizzare in passato.

Dimostra le tue capacità di team working con esempi concreti

Quali sono i tuoi punti di forza/punti deboli – Il colloquio di lavoro 

Partiamo dalle debolezze. Astieniti da risposte cliché come “Lavoro troppo duramente” o “Non riesco a lasciare incompleti i compiti che mi sono assegnati”: oltre a suonare sfacciato puoi stare certo che altri candidati prima o dopo di te ne faranno uso. La tua risposta dovrebbe suonare veritiera e memorabile: sii onesto e cerca di spiegare i passi che hai intrapreso per colmare questa lacuna. Un esempio: parlare lingue straniere ti mette in imbarazzo. Racconta di come stai partecipando a corsi di formazione o gruppi di conversazione per superare questo scoglio. I candidati con spirito di iniziativa ed una mente aperta sono sempre i più apprezzati. Ad onor del vero un pizzico di malizia non deve però mai mancare: cerca di scegliere un punto debole che non comprometta fortemente la tua possibilità di ottenere il posto!

Punti di forza? Questo aspetto è l’altra faccia della medaglia della domanda precedente. Metti in luce un fattore positivo del tuo carattere e di come questo possa risultare utile in un ambiente di lavoro. Alla stregua di prima, dovresti scegliere una caratteristica positiva che si adatti alla posizione: se ti stai candidando per un incarico di contabilità, l’essere minuzioso e attento al minimo dettaglio può essere il tuo valore aggiunto.

Sottolinea con fermezza e trasparenza sia i tuoi punti forti che le tue piccole debolezze

Perché state cercando un nuovo lavoro? – Il colloquio di lavoro 

Il modo migliore di rispondere è sempre quello di inquadrare la risposta sotto un’angolatura professionale. Mai alludere al fatto di mirare ad una gratificazione economica maggiore o (peggio ancora) al fatto che sei in una condizione disperata senza un lavoro (per quanto delicato possa essere la questione non è questa la sede per farlo presente). La voglia di crescere professionalmente deve essere al cuore della spiegazione. Ecco alcuni chiari esempi:

  • “L’organizzazione per cui lavoravo precedentemente aveva una dimensione piuttosto piccola oltre a una visione limitata e ciò mi impediva di crescere professionalmente”
  • “Nell’azienda precedente non avevo modo di migliorare la mia posizione di lavorativa in alcun modo”
  • “Nell’azienda per cui lavoravo mi sono trovato spesso in conflitto sulla moralità di alcune scelte, per cui ho preferito separarmi”
Ha delle domande da farci? – Il colloquio di lavoro 

Un “must” che non può mancare a nessun colloquio! Questa è la grande occasione di dimostrare tutta la tua curiosità e voglia di lavorare per l’azienda. Dovresti sempre avere in serbo una sequenza di domande intelligenti da porre, in modo da stimolare l’interesse del recruiter. Eccone alcune:

  • Quali sono i piani dell’azienda per i prossimi anni?
  • State progettando il lancio di un nuovo prodotto/servizio nel futuro prossimo?
  • Avrò la possibilità di frequentare corsi di formazione attinenti al mio lavoro?
  • Che aspettative avete su di me nel primo mese di impiego?
  • Potete darmi qualche informazioni sul mio gruppo di lavoro?
  • Ci sono potenziali opportunità di assumere ruoli di alta responsabilità, nel caso venga assunto?
  • Come misurate generalmente il rendimento dei vostri impiegati?

Probabilmente ti sarai già trovato di fronte alla grande maggioranza di queste situazioni. Spero che questa piccola guida possa semplificarti la vita ed aiutarti a non farti trovare impreparato quando ti siederai di fronte al tuo prossimo (possibile) datore di lavoro 🙂