Come creare la perfetta escursione fai da te

Sia che tu stia esplorando un’area completamente nuova o anche se sei semplicemente alla ricerca di nuovi percorsi nelle vicinanze, sapere come pianificare una escursione in ogni singolo dettaglio è una competenza cruciale per ogni aspirante hiker! Soprattutto per chi si affaccia al trekking e all’escursionismo, scegliere il giusto itinerario (correlato alle proprie potenzialità) può essere un grande ostacolo. Preparare la logistica di una escursione fai da te non è la più semplice delle cose: cosa succede se il tragitto è esageratamente più lungo di ciò che pensavamo? Come scegliere il posto giusto per campeggiare o porre la tenda? Sono necessari dei permessi? Fortunatamente, ci sono pochi e piccoli accorgimenti da tenere in considerazione per rispondere ai dubbi principali e andare incontro a una escursione memorabile!

Tutto ciò che devi sapere per preparare una escursione nella natura da ricordare

Stimare in modo obiettivo le proprie capacità – Escursione fai d te 

Prima ancora di procedere alla scelta di un percorso piuttosto di un altro, devi avere una piena consapevolezza di ciò che tu (ed eventualmente il tuo gruppo di compagni/e) sei capace di fare. Se sei familiare con il trekking oltre che a compiere frequenti escursioni, la soluzione è più immediata: basta guardare indietro alle recenti gite, valutare come ti sentivi durante e dopo lo sforzo e quanto credi di essere migliorato fisicamente come “hiker” da quel momento. Su questa base potrai calibrare la nuova decisione. Per i “nuovi arrivati” che non sono ancora ben consci di quelli che sono i loro limiti, ecco alcuni utili suggerimenti da tenere a mente. Tuttavia, anche se sei un escursionista esperto dovresti farne ad ogni modo un buon uso, specialmente se sei accompagnato da qualcuno che per la prima volta si avventura tra boschi e montagne: il tuo compito è fare in modo che non si spingano troppo oltre il limite della loro “comfort zone”.

Calcola il tuo “chilometraggio”

Come regola generale, chi non è abituato a fare hiking/trekking con cadenza regolare, tenderà ad andare in difficoltà una volta oltrepassati i 10 km di percorso. Considera che essere ben allenati conta fino a un certo punto. Sottoporsi a sessioni di squat quotidiane o essere abituati a correre per oltre mezzora sul tapis-roulant è molto diverso da salire una montagna per 5/6 ore giornaliere. La fatica cui si è sottoposti è soprattutto mentale, per questo il ruolo di un’apripista di esperienza è fondamentale affinché i nuovi hikers possano spingersi aldilà dei loro limiti. Se stai progettando un’escursione di mezza giornata, 6-8 km sono un limite credibile e sensato. Se l’idea è invece di partire alle luci dell’alba e fermarsi per un buon pranzo lungo il tragitto, la misura può essere estesa fino a 10-12 km. E’ bene considerare che questo calcolo (sempre generico) è da applicarsi su percorsi relativamente semplici, in cui il dislivello totale non supera i 400/500 metri totali. Se il percorso prevede arrampicate dure e ripide, è meglio togliere un 15% dal chilometraggio sopra indicato.

Stima la durata del percorso

Un altro modo per capire bene le possibilità (ed i limiti) del gruppo è quello di utilizzare un altro approccio ovvero pensare al tempo totale che vuoi spendere in cammino e lavorare a ritroso. Metodo particolarmente indicato per le escursioni invernali, quando molte persone possono essere non perfettamente a loro agio con le condizioni atmosferiche per più di qualche ora alla volta. Una linea guida cui attenersi può essere quella di 25 minuti per ogni km percorso oppure di mezzora per ogni 300 metri di dislivello in caso di arrampicata. In definitiva una piccola escursione di 3 ore dovrebbe aggirarsi sui 6 km per un terreno con non troppi saliscendi. Se il dislivello è maggiore per lo stesso tempo considera una distanza di circa 5 km.

Questa linea guida è piuttosto conservativa e tiene di conto di necessarie soste per piccoli momenti di riposo, per bere e mangiare. Scontato dire che gli escursionisti esperti che sanno come muoversi, dove mettere i piedi e come “leggere” la montagna necessitano probabilmente del 30/40% di tempo in meno!

Considera la durata e la lunghezza dell’escursione

Cerca i percorsi fattibili nelle vicinanze – Escursione fai da te 

Adesso che la situazione è sotto controllo e i limiti entro cui spingersi sono ben noti, è tempo di mettersi alla ricerca dei tracciati più belli e che si sposino con le tue esigenze. Se non conosci la zona da esplorare ecco alcuni passi da seguire:

  • Comincia con una lista di tutti i tracciati percorribili nelle vicinanze. Un buon modo per farlo, almeno in territorio nazionale, è ricorrere a due fonti ben fidate come Trekking.it e il CAI (Club Alpino Italiano) dove potrai trovare una vasta panoramica di tutte le possibili escursioni da fare suddivise per area geografica (con annessi dettagliati resoconti). Una volta individuata l’area a grandi linee potrete direttamente passare all’azione di zoom su Google Maps: un modo efficace per capire dove sono localizzate foreste, parchi nazionali, aree protette etc..
  • Identifica i posti che vuoi raggiungere. Una volta che sai in che zona muoverti, cerca di scoprire quali siano i punti di maggiore interesse al suo interno che non vuoi perderti. Alcuni esempi? Piccole cascate lungo il percorso, la vetta con il miglior panorama o laghetti sulle cui rive rinfrescarti o giocarti al meglio la tua pausa pranzo!
  • Visualizza i punti ristoro e i “Trailhead”. Un “Trailhead”, tradotto in italiano, è paragonabile alla zona di inizio di un sentiero o il centro nevralgico di una riserva naturale. In sintesi dove si trova un parcheggio, il centro visitatori o la residenza del guardiaboschi. Ovviamente chi è molto pratico o abita già in montagna, sarà a conoscenza di numerosi altri sentieri o strade secondarie che si connettono direttamente a quello principale.

Di solito è bene avere una sorta di punto di arrivo, una destinazione finale così da tenere alta la motivazione dell’intero gruppo: insomma prefissarsi un obiettivo. Oltre a degli ottimi punti panoramici per scattare delle foto (aspetto importantissimo almeno secondo me!). Se, al contrario, l’unico scopo è solo quello di fare qualche ora di buon trekking puoi concentrarti su un anello specifico che non si allontani troppo dalle zone di ristoro.

Scegli il percorso trekking che preferisci dal punto di inizio fino alla destinazione finale

Localizza i luoghi in cui è possibile campeggiare – Escursione fai da te 

Se il percorso che vuoi affrontare è troppo lungo per le tue capacità (e quelle del gruppo), non è obbligatoriamente necessario rinunciarvi: comincia ad informarti sulle possibilità di campeggio comprese nella zona (o nelle immediate vicinanze) dell’escursione, così da suddividere l’esperienza in piccole parti fattibili da tutti. Tuttavia, se l’intenzione è quella di passare una o due notti all’aria aperta o nella foresta, è importante prendersi cura di alcuni aspetti. In molte zone le aree di campeggio, onde evitare pesanti ripercussioni sull’ambiente circostante, sono ben delineate e segnate. Focalizzati sull’area entro cui ti stai muovendo o, se sei già sul posto, cerca direttamente l’icona della tenda sulla mappa che indica i posti in cui è consigliato (e sicuro) campeggiare. Ovviamente cerca di non confonderti con i posti riservati a chi viaggia in camper che non hanno niente a che fare con il camping escursionistico! Se ti trovi in zone poco battute non sarai soggetto ad alcuna restrizione e potrai scegliere liberamente il posto dove campeggiare. Da un lato poter scegliere il posto offre indubbi vantaggi come una tranquillità assoluta e un contatto con la natura totale. Dall’altro richiede un grado di attenzione maggiore ad alcuni dettagli. Ecco a cosa devi pensare:

  • Accesso all’acqua. Spendere una notte in mezzo a una foresta significa dover fare i conti con una adeguata scorta d’acqua. Il consumo personale ed un minimo necessario per una pulizia di base (stoviglie ma anche semplicemente darsi una rinfrescata), fanno sì che i normali 2/3 litri d’acqua che metteremo nello zaino (metterne di più equivale ad una zavorra incredibile dopo pochi km) non saranno sufficienti. Per questo stazionare a non più di 2/300 metri da una fonte d’acqua sicura risulta molto comodo sia per evitare sfacchinate inutili oltre che per evitare di perdersi nel buio della notte, in caso di rifornimento notturno!
  • Esposizione ai fenomeni atmosferici. Presta attenzione al terreno dove andrai a montare la tua tenda onde evitare di essere inondato con un acquazzone di cinque minuti (evita dunque i posti dove tendono ad accumularsi eventuali pozze). Allo stesso modo evita di essere esposto a forti venti. In sintesi, trova una piccola area che somigli a una sorta di piccolo rifugio naturale. Ah, un’altra cosa: alza sempre lo sguardo per evitare di metterti sotto pericolosi rami pericolanti che possono schiantarsi sulla tua tenda nel bel mezzo della notte!
  • Segui la linea LNT. Questo acronimo sta per “Leave No Trace”, una sorta di manuale di consigli da seguire (universalmente riconosciuto) fatto in modo per aiutare ogni hiker a non lasciare tracce del proprio passaggio sul terreno e, dunque, per proteggere l’ambiente attorno. Portarsi via la propria spazzatura, non arrecare disturbo a piante e animali oltre che lasciare le cose come si sono trovate per chi verrà in seguito. Quando stai per selezionare una zona per il campeggio, assicurati che ci siano le giuste condizioni di terreno per settare la tua tenda e la tua cucina, così da non danneggiare la zona.
  • Attenzione ai piccoli animaletti. A meno che tu non ti trovi nel parco Yellowstone faccia a faccia con l’orso Yoghi, non è di creature come gli orsi che devi preoccuparti. Personalmente ho avuto molto più a che fare con piccoli roditori, vogliosi di appropriarsi delle mie prelibatezze! Accertati di conoscere che sorta di animaletti vi siano nell’area e segui piccole precauzioni in modo che non si fiondino sulle tue riserve di cibo nel cuore della notte. Tra i più basici vi sono: non tenere cibo od oggetti profumati nella tenda (inclusi dentifrici, deodorante, burro di cacao) oppure non tenere le cose da mangiare a contatto col terreno.

Sia che tu ti fermi in una zona attrezzata o per tuo conto nel bel mezzo della riserva, hai la responsabilità di sapere se occorrono (e quali siano) eventuali permessi. Alcuni posti (molto pochi in tutta onestà almeno in Italia) richiedono la registrazione per ragioni di sicurezza e possono avere limitazioni (ad esempio sul numero di notti da spendere fuori).

Scegliere il luogo adatto al campeggio è fondamentale per lunghe escursioni

Logistica last-minute prima di uscire di casa! – Escursione fai da te 

Scelto il percorso, preparato il gruppo dei tuoi compagni e scelta la (eventuale) location dove sostare, sei finalmente pronto per la tua avventura “into the wild”! Ma prima di metterti in moto ci sono un paio di aspetti logistici di cui curarti, di solito il giorno prima della partenza. Le classiche cose impossibili da pianificare con largo anticipo dato che Madre Natura è per definizione stessa imprevedibile!

  •  Controllo previsioni del tempo. Assicurati di partire in condizioni almeno accettabili. Non è solo una questione di temperatura o di qualche possibile acquazzone: controlla la situazione del vento, il rischio di esposizione al sole, di fulmini o di visibilità come la nebbia o bufere di neve che possono rendere molto difficoltosa (per non dire pericolosa) quella che deve rimanere a tutti gli effetti una piacevole gita. Se le condizioni non sono quelle giuste non porti il problema e semplicemente rinvia il tutto! Non lasciare che l’eccitazione del momento ti trascini in condizioni spiacevoli che possono mettere in seria difficoltà sia tu che gli altri.
  • Controllo delle condizioni del percorso. A seconda del periodo dell’anno, appurarsi della situazione del percorso può essere una buona cosa. Considera come talvolta il sentiero può essere sempre innevato o ghiacciato anche se le condizioni atmosferiche a basse altitudini (spesso fuorvianti) sono piuttosto calde. Se sono previsti attraversamenti di fiumi, ad esempio, è bene sapere quale sia l’attuale livello delle acque e se sono previsti cambiamenti. Ah, anche sapere quanto fangoso sia il tracciato può essere d’aiuto!
  • Lascia una copia dell’itinerario a un amico. Lo so, suona ultra-zelante ed è da prendere in considerazione solo se ci si addentra in posti piuttosto inesplorati e lontani da casa (non certo per la gitarella domenicale sulla collinetta vicino a casa). Ma in quel caso lasciate tutte le info necessarie per essere rintracciati velocemente in ogni evenienza: dove comincerete l’escursione, intorno a che zona vi muoverete e per quante notti resterete fuori.
  • Porta tutto il necessario! Verifica con attenzione di portare tutto quello che ti serve nel tuo zaino ( articolo bagaglio perfetto ??? ) ed accertati che calzi in modo adeguato con lo spazio che hai a disposizione, in modo da non rendere i tuoi movimenti impacciati. Mettiti d’accordo con gli altri membri del gruppo così che ognuno porti un elemento fondamentale all’escursione (per cucinare, per giocare o qualsiasi altra cosa) per suddividere così gli sforzi in modo equanime.

Gli aspetti logistici sono altrettanto importanti per ogni escursione di trekking

CONCLUSIONI

Bene, sono giunto alla fine! Spero che questo excursus ti abbia dato qualche buona idea su come programmare e mettere in pratica la tua escursione fai da te con il tuo gruppo di amici 🙂 Sentiti libero di chiedermi qualsiasi curiosità o dubbio nei commenti oppure scrivimi direttamente. Buon divertimento!